Alcuni aspetti del mobbing nella giusprudenza e l’onere della prova
Mercoledì, Marzo 28th, 2007Nella maggior parte degli uomini, l’amore per la giustizia
non è altro che il timore di patire l’ingiustizia.
François De La Rochefoucauld (1613-1680)
Articolo di Calogero Fanara* su Diritto.it
Quando si parla di mobbing si fa spesso riferimento a comportamenti che non presentano caratteri di reale originalità sociale e che possono essere facilmente ricondotti nell’alveo di norme giuridiche vigenti: si pensi ad esempio al caso della dequalificazione professionale del lavoratore che trova specifica tutela nell’art. 2103 del codice civile, ovvero al caso delle ingiurie che è sanzionato penalmente dall’art. 594 del codice penale.
La questione, però, si complica notevolmente quando il mobbing si manifesta attraverso comportamenti, per così dire, atipici non riconducibili di per sé ad alcuna regolamentazione giuridica specifica. Si pensi alle ipotesi di intensificazione dei litigi o dissidi con colleghi, al silenzio dei colleghi al momento dell’entrata nella stanza del lavoratore discriminato o al silenzio per risposta alle sue domande, all’esclusione della vittima da feste aziendali o altre attività sociali, alle ilarità suscitate nei colleghi per l’abbigliamento, il modo di fare o di parlare, ecc [1]. (more…)
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