
Il nuovo governo mi piace? E’ questa la prima domanda che mi sono posto. Sinceramente mi piace solo in parte. Sono soddisfatto di avere un governo di centrosinistra, per non averne uno di centrodestra. Ma non posso evitare di criticarlo perché non esiste un governo privo di qualsivoglia critica.
Ad esempio, perché flettere all’insistenza di Mastella concedendogli un ministero? Lo ammetto, Mastella proprio non mi piace. Ma sopratutto, perché proprio la Giustizia? Era meglio assegnarlo a qualcuno come Di Pietro, sicuramente più competente in materia (e uno dei pochi parlamentari “seri” e “puliti” rimasti in circolazione).
E sempre per non rischiare ripercussioni politiche, ecco che la Vicepresidenza viene sdoppiata: D’Alema (che non ha ottenuto nè presidenza alla Camera né alla Repubblica e quindi va accontento in qualche modo) e Rutelli (per premiarlo del tanto sostegno e forse per correttezza democratica). Wow! Prendi 1 e paghi 2!! Bene, ma è finita qui la critica? Assolutamente no.
Oltre a decidere di riportare il Welfare a due dicasteri (Lavoro da una parte, Politiche Sociali dall’altra), bisognava anche assegnare altre cariche: allora perché non creare nuovi ministeri senza portafoglio? Beh, qui voglio trovarci qualche punto positivo: in questo modo c’è stata la fattibile assegnazione di donne al potere, anche se insisterei sull’importanza delle quote rosa…
Sulle critiche soggettive mi fermo, perché i ministri sono troppi per scrivere un commento, positivo o negativo che sia, per ognuno di essi.
Vorrei concludere Tornando alla compatibilità di carica con competenza degli assegnatari, evidenziando che - a mio giudizio - bisognerebbe puntare meno ad una scelta di ministeri per motivi esclusivamente politici e conciliare le cariche con le competenze. Si, penso che avere dei ministri “tecnici” possa giovare al Belpaese, e in quest’ottica sono d’accordo con la scelta del nuovo ministro dell’Economia (anche se in affiancamento ad altro ministro).
Un mio collega direbbe che in democrazia è giusto scegliere i ministri sulla base della rappresentanza politica, ma per me sarebbe una utile e furba scelta quella basata sui ministri “competenti” per il governo, e sulla rappresentanza politica eletta per il Parlamento.
Al di là dei nomi che si possono condividere o meno, staremo a vedere se questo governo otterrà un buon risultato come bisognare augurarsi tutti. Intanto - e non vedo l’ora! - stanno per arrivare le vacanze: meno politica e più relax!