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	<title>Commenti a: Proposta di Ichino: periodo di prova e licenziamenti</title>
	<link>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/</link>
	<description>«Nessuna legge impone la decenza, ma tutte le persone oneste la rispettano» (Nicolas De Chamfort)</description>
	<pubDate>Fri, 18 May 2012 04:12:23 +0000</pubDate>
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		<title>di riforme precariato &#171; maschile individuale</title>
		<link>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-95956</link>
		<pubDate>Sat, 09 Apr 2011 22:17:01 +0000</pubDate>
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					<description>[...] PROPOSTA ICHINO (contratti) http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/ [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] PROPOSTA ICHINO (contratti) <a href='http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/' rel='nofollow'>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/</a> [&#8230;]
</p>
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	<item>
		<title>di Volpe Claudio</title>
		<link>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-35833</link>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 07:16:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-35833</guid>
					<description>Si vuole il ricatto dei lavoratori,questa proposta peggiorerà ancor di pù le condizioni lavorative</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si vuole il ricatto dei lavoratori,questa proposta peggiorerà ancor di pù le condizioni lavorative
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di Claudio Resentini</title>
		<link>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31573</link>
		<pubDate>Mon, 12 May 2008 07:46:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31573</guid>
					<description>Interessante questo dibattito, mi verrebbe quasi da dire paradigmatico. Sui contenuti tutto ciò che c’era da dire l’ha già detto Maccio (complimenti per la chiarezza delle idee e dell’esposizione).
Il punto di vista di Luca rispecchia in modo del tutto coerente con la sua professione e credo in assoluta buona fede (è la cosa che mi preoccupa di più, la “falsa coscienza” di marxiana memoria…) l’interesse dei suoi clienti. E’ un punto di vista ideologico molto diffuso, direi ormai di senso comune, post-moderno, o anti-moderno se si preferisce, sostanzialmente reazionario e in definitiva pre-moderno, ed in questa periodo storica, vincente.
Il punto di vista di Maccio è moderno, progressista, classista, idealistico e assolutamente, ahinoi, perdente.
Intuisco che Luca è giovane. Mi piacerebbe scoprire che anche Maccio lo sia, ma temo che invece sia un giovane del secolo scorso, come me. Di quelli che volevano cambiare il mondo o che magri credevano che stesse cambiando e che hanno perso... Allineati e coperti: sono tempi duri…
Grazie per lo spazio, Luca. Un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante questo dibattito, mi verrebbe quasi da dire paradigmatico. Sui contenuti tutto ciò che c’era da dire l’ha già detto Maccio (complimenti per la chiarezza delle idee e dell’esposizione).<br />
Il punto di vista di Luca rispecchia in modo del tutto coerente con la sua professione e credo in assoluta buona fede (è la cosa che mi preoccupa di più, la “falsa coscienza” di marxiana memoria…) l’interesse dei suoi clienti. E’ un punto di vista ideologico molto diffuso, direi ormai di senso comune, post-moderno, o anti-moderno se si preferisce, sostanzialmente reazionario e in definitiva pre-moderno, ed in questa periodo storica, vincente.<br />
Il punto di vista di Maccio è moderno, progressista, classista, idealistico e assolutamente, ahinoi, perdente.<br />
Intuisco che Luca è giovane. Mi piacerebbe scoprire che anche Maccio lo sia, ma temo che invece sia un giovane del secolo scorso, come me. Di quelli che volevano cambiare il mondo o che magri credevano che stesse cambiando e che hanno perso&#8230; Allineati e coperti: sono tempi duri…<br />
Grazie per lo spazio, Luca. Un saluto.
</p>
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	<item>
		<title>di Maccio</title>
		<link>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31522</link>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 08:22:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31522</guid>
					<description>Sul periodo di prova non ci siamo capiti, o forse mi sono spiegato male. Io sostengo quanto sostieni tu ovvero che i datori di lavoro allungano strumentalmente il più possibile la prova utilizzando tempi determinati anche per quelle attività che certamente non ne avrebbero bisogno. Le differenza tra noi sono che io dico che non è giusto, tu dici, e Ichino con te, o meglio tu con Ichino ;), che siccome i datori di lavoro lo richiedono è bene farlo. Secondo me questo mostra, se ve ne fosse ancora bisogno, che le proposte Ichino che tu condividi sono sostanzialmente a favore delle imprese e non tengono conto che il lavoratore è costretto a subirle. Io credo che questa non sia un'attitudine di sinistra.

Ancora. Ritengo che la proposta Ichino sia eticamente scorretta. Se è sufficiente al datore di lavoro monetizzare il disagio per liberarsi di un lavoratore è ovvio che quel lavoro è una merce. Ora io ritengo che per uno "studioso del lavoro" superare in questo modo un concetto assai moderno che, anche se non sempre e non ovunque attuato, ha garantito la nascita delle tutele del lavoro nei paesi occidentali negli ultimi 60 anni sia un bel passo indietro e non sia certamente un atteggiamento di sinistra. Ovviamente il passo indietro lo sarebbe per i lavoratori più deboli che avrebbero meno possibilità di tutele. Citavo non a caso l'esercito dei lavoratori occupati nella cura della persona, ma potremmo aggiungere anche i lavoratori meno specializzati e quindi meno "attraenti" per il mercato del lavoro.
In sostanza la proposta Ichino contiene un meccanismo assai pericoloso e direi populista che certamente è in antitesi anche con l'articolo 1 della nostra Costituzione. Infatti affermando che si deve dare ancora più potere decisionale alle imprese si sostiene che in pratica dire che la nostra è una repubblica democratica fondata sul lavoro è dire che si stava scherzando. In un solo colpo Ichino si fa beffa di un trattato internazionale e della carta costituzionale, perché è evidente che le norme da lui previste potrebbero meglio tradursi in un articolo in cui sta scritto che la nostra è una repubblica democratica fondata sulla libera impresa.
A poco serve che, bontà sua, pensi anche agli ammortizzatori sociali. Serve a poco perché ha già demolito il concetto di lavoro, ha introdotto un meccanismo da supermercato del lavoro. Lo scopo di Ichino non è fare in modo che la domanda e l'offerta di lavoro si attestino su un lavoro di qualità, su un lavoro equamente retribuito, ma è solo quello di garantire sempre un'elevata offerta di lavoro (anche detto esercito di riserva dei lavoratori) in modo che i lavoratori occupati siano sempre meno sicuri e sempre più sottoposti alla pressione del datore di lavoro che può in ogni momento identificare un modo per lasciarti a casa. E questo modo lo trova sempre...

Ancora. Quando sei alla ricerca di un posto di lavoro devi necessariamente fare di necessità virtù. Mi sorprende che proprio tu possa affermare che quando cerchi lavoro devi fare una selezione accurata a priori. Dalla mia esperienza quando cerchi lavoro, e non lo trovi, arrivi ad un punto in cui devi inevitabilmente ampliare il tuo target. Perché devi lavorare, non puoi aspettare, se non ne hai la possibilità, di trovare il mestiere perfetto per il tuo curriculum. Altrimenti non si spiegherebbe perché ci sono così tanti laureati che non svolgono nemmeno da lontano il lavoro per cui in teoria avrebbero studiato, ma sono spesso impiegati in call center, o magari in officina.

P.S.: non mi pare di aver alzato i toni tanto più che la cosa che ti infastidisce maggiormente è la frecciata sul latino ;). Se sei permaloso mi spiace, ma resto della mia idea. Utilizzare paroloni o gerghi tecnici fa un po' saccente e non aiuta necessariamente le argomentazioni, anzi spesso le nasconde. Però se sei abituato a "parlare" in latino non me ne faccio un cruccio.
Acta est fabula. Ad maiora. ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul periodo di prova non ci siamo capiti, o forse mi sono spiegato male. Io sostengo quanto sostieni tu ovvero che i datori di lavoro allungano strumentalmente il più possibile la prova utilizzando tempi determinati anche per quelle attività che certamente non ne avrebbero bisogno. Le differenza tra noi sono che io dico che non è giusto, tu dici, e Ichino con te, o meglio tu con Ichino <img src='http://www.lucalodi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> , che siccome i datori di lavoro lo richiedono è bene farlo. Secondo me questo mostra, se ve ne fosse ancora bisogno, che le proposte Ichino che tu condividi sono sostanzialmente a favore delle imprese e non tengono conto che il lavoratore è costretto a subirle. Io credo che questa non sia un&#8217;attitudine di sinistra.</p>
<p>Ancora. Ritengo che la proposta Ichino sia eticamente scorretta. Se è sufficiente al datore di lavoro monetizzare il disagio per liberarsi di un lavoratore è ovvio che quel lavoro è una merce. Ora io ritengo che per uno &#8220;studioso del lavoro&#8221; superare in questo modo un concetto assai moderno che, anche se non sempre e non ovunque attuato, ha garantito la nascita delle tutele del lavoro nei paesi occidentali negli ultimi 60 anni sia un bel passo indietro e non sia certamente un atteggiamento di sinistra. Ovviamente il passo indietro lo sarebbe per i lavoratori più deboli che avrebbero meno possibilità di tutele. Citavo non a caso l&#8217;esercito dei lavoratori occupati nella cura della persona, ma potremmo aggiungere anche i lavoratori meno specializzati e quindi meno &#8220;attraenti&#8221; per il mercato del lavoro.<br />
In sostanza la proposta Ichino contiene un meccanismo assai pericoloso e direi populista che certamente è in antitesi anche con l&#8217;articolo 1 della nostra Costituzione. Infatti affermando che si deve dare ancora più potere decisionale alle imprese si sostiene che in pratica dire che la nostra è una repubblica democratica fondata sul lavoro è dire che si stava scherzando. In un solo colpo Ichino si fa beffa di un trattato internazionale e della carta costituzionale, perché è evidente che le norme da lui previste potrebbero meglio tradursi in un articolo in cui sta scritto che la nostra è una repubblica democratica fondata sulla libera impresa.<br />
A poco serve che, bontà sua, pensi anche agli ammortizzatori sociali. Serve a poco perché ha già demolito il concetto di lavoro, ha introdotto un meccanismo da supermercato del lavoro. Lo scopo di Ichino non è fare in modo che la domanda e l&#8217;offerta di lavoro si attestino su un lavoro di qualità, su un lavoro equamente retribuito, ma è solo quello di garantire sempre un&#8217;elevata offerta di lavoro (anche detto esercito di riserva dei lavoratori) in modo che i lavoratori occupati siano sempre meno sicuri e sempre più sottoposti alla pressione del datore di lavoro che può in ogni momento identificare un modo per lasciarti a casa. E questo modo lo trova sempre&#8230;</p>
<p>Ancora. Quando sei alla ricerca di un posto di lavoro devi necessariamente fare di necessità virtù. Mi sorprende che proprio tu possa affermare che quando cerchi lavoro devi fare una selezione accurata a priori. Dalla mia esperienza quando cerchi lavoro, e non lo trovi, arrivi ad un punto in cui devi inevitabilmente ampliare il tuo target. Perché devi lavorare, non puoi aspettare, se non ne hai la possibilità, di trovare il mestiere perfetto per il tuo curriculum. Altrimenti non si spiegherebbe perché ci sono così tanti laureati che non svolgono nemmeno da lontano il lavoro per cui in teoria avrebbero studiato, ma sono spesso impiegati in call center, o magari in officina.</p>
<p>P.S.: non mi pare di aver alzato i toni tanto più che la cosa che ti infastidisce maggiormente è la frecciata sul latino <img src='http://www.lucalodi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> . Se sei permaloso mi spiace, ma resto della mia idea. Utilizzare paroloni o gerghi tecnici fa un po&#8217; saccente e non aiuta necessariamente le argomentazioni, anzi spesso le nasconde. Però se sei abituato a &#8220;parlare&#8221; in latino non me ne faccio un cruccio.<br />
Acta est fabula. Ad maiora. <img src='http://www.lucalodi.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />
</p>
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	<item>
		<title>di Flessibili e precari</title>
		<link>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31513</link>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 02:17:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31513</guid>
					<description>Completamente in accordo con il tuo ultimo intervento luca.

Aggiungiamo anche che comunque la proposta di Ichino ha un suo lato di forte interesse, anche se certamente va fortemente integrata e migliorata, poichè risulta essere all'atto pratico non utile per il mondo delle PMI - sia dal punto di vista dei lavoratori che degli imprenditori - che attualmente in italia pesa come il 97% delle aziende presenti.

:-)

Un abbraccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Completamente in accordo con il tuo ultimo intervento luca.</p>
<p>Aggiungiamo anche che comunque la proposta di Ichino ha un suo lato di forte interesse, anche se certamente va fortemente integrata e migliorata, poichè risulta essere all&#8217;atto pratico non utile per il mondo delle PMI - sia dal punto di vista dei lavoratori che degli imprenditori - che attualmente in italia pesa come il 97% delle aziende presenti.</p>
<p>:-)</p>
<p>Un abbraccio
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di Loud</title>
		<link>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31510</link>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 23:29:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31510</guid>
					<description>E comunque non dimentichiamo che, in alcuni settori dove non è cercato il prestatore di lavoro in genere ma persone che con determinate caratteristiche, spesso il lavoratore ha le sue colpe perche anziché volersi impegnare a fare e dare il meglio di sè stesso, cerca solo un posto fisso. Ne vedo tanta di gente che questa sfacciataggine. Mettiamoci nei panni dell'azienda. La gente deve svegliarsi, i giovani devono sapersi vendere quando cercano lavoro, mica gironzolare come delle anime in pena.
Quanta gente c'è che non è in grado di cercarsi un posto di lavoro? Tanta, troppa?

Dai, un paio di settimane fa è venuto uno con un curriculum ottimo e viso simpaticissimo. Il suo CV era tutto rivolto al giornalismo. Ha fatto un sacco di cose, complimenti a lui. Allora mi spieghi perché è venuto a far domanda nel nostro Studio? Non sarebbe adatto. Punto. Quindi l'abbiamo scartato. Beh, stava girando per tutto il palazzo alla ricerca di un lavoro. Ma caspita! Non è così che si cerca lavoro!! Non a casaccio!
Vedi, questa è un'altra cosa che non va giù alle aziende. 
Ma ovviamente questo discorso capisci bene che non possa valere per gli operai ecc. che si fanno un mazzo e meriterebbero stipendi più alti solo per il tipo di lavoro faticoso che fanno. 
Per in altri settori il lavoro va cercato "come si deve".
Ecco perché poi le aziende sentono la necessità di periodi di prova più lunghi. Per capire se il lavoratore è "adatto", caratterialmente e attitudinalmente, oltre che per le competenze (che si possono poi fare sul campo).
Un bravo selezionatore del personale o responsabile delle risorse umane deve infatti riuscire a mettere le persone al posto giusto, capendo le esigenze di chi domanda e di offre lavoro. Quindi avere un tempo utile per verificare se le previsioni sono giuste.

E ai lavoratori bisogna insegnare a cercare il lavoro nel modo giusto e con gli strumenti giusti. Non a casaccio. Non senza meta, senza scopo. Troppo spesso vedo la gente fare cose tanto per farle, cercare un lavoro tanto per sistemarsi, e troppo spesso impiegati fare lavori per cui non sono adatti (come la commessa incazzuta).
Ecco, queste cose mi irritano.

Anche queste considerazioni credo siano utili, anche se il discorso principale resta quello del commento precedente. Ri-ciao.
Luca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E comunque non dimentichiamo che, in alcuni settori dove non è cercato il prestatore di lavoro in genere ma persone che con determinate caratteristiche, spesso il lavoratore ha le sue colpe perche anziché volersi impegnare a fare e dare il meglio di sè stesso, cerca solo un posto fisso. Ne vedo tanta di gente che questa sfacciataggine. Mettiamoci nei panni dell&#8217;azienda. La gente deve svegliarsi, i giovani devono sapersi vendere quando cercano lavoro, mica gironzolare come delle anime in pena.<br />
Quanta gente c&#8217;è che non è in grado di cercarsi un posto di lavoro? Tanta, troppa?</p>
<p>Dai, un paio di settimane fa è venuto uno con un curriculum ottimo e viso simpaticissimo. Il suo CV era tutto rivolto al giornalismo. Ha fatto un sacco di cose, complimenti a lui. Allora mi spieghi perché è venuto a far domanda nel nostro Studio? Non sarebbe adatto. Punto. Quindi l&#8217;abbiamo scartato. Beh, stava girando per tutto il palazzo alla ricerca di un lavoro. Ma caspita! Non è così che si cerca lavoro!! Non a casaccio!<br />
Vedi, questa è un&#8217;altra cosa che non va giù alle aziende.<br />
Ma ovviamente questo discorso capisci bene che non possa valere per gli operai ecc. che si fanno un mazzo e meriterebbero stipendi più alti solo per il tipo di lavoro faticoso che fanno.<br />
Per in altri settori il lavoro va cercato &#8220;come si deve&#8221;.<br />
Ecco perché poi le aziende sentono la necessità di periodi di prova più lunghi. Per capire se il lavoratore è &#8220;adatto&#8221;, caratterialmente e attitudinalmente, oltre che per le competenze (che si possono poi fare sul campo).<br />
Un bravo selezionatore del personale o responsabile delle risorse umane deve infatti riuscire a mettere le persone al posto giusto, capendo le esigenze di chi domanda e di offre lavoro. Quindi avere un tempo utile per verificare se le previsioni sono giuste.</p>
<p>E ai lavoratori bisogna insegnare a cercare il lavoro nel modo giusto e con gli strumenti giusti. Non a casaccio. Non senza meta, senza scopo. Troppo spesso vedo la gente fare cose tanto per farle, cercare un lavoro tanto per sistemarsi, e troppo spesso impiegati fare lavori per cui non sono adatti (come la commessa incazzuta).<br />
Ecco, queste cose mi irritano.</p>
<p>Anche queste considerazioni credo siano utili, anche se il discorso principale resta quello del commento precedente. Ri-ciao.<br />
Luca
</p>
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				</item>
	<item>
		<title>di Loud</title>
		<link>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31508</link>
		<pubDate>Sat, 10 May 2008 23:03:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.lucalodi.it/2008/05/01/proposta-di-ichino-periodo-di-prova-e-licenziamenti/#comment-31508</guid>
					<description>Ciao Maccio. Come mai ti stai scaldando tanto? Ne sta nascendo una discussione parlamentare? Allora se fossimo noi in Parlamento non saremmo migliori di loro...

Senti, parto dalla tua postilla. Io il latinismo giuridico che a te non piace non lo uso per fare chissà che scena, anche perché "ante tempus" non è nemmeno complicato da comprendere! Semplicemente mi viene spesso spontaneo utilizzarlo, probabilmente perché i testi alla facoltà di Giurisprudenza mi hanno indirizzato verso questa terminologia. Dillo come vuoi: &lt;i&gt;ante tempus&lt;/i&gt;, anticipato, prima del tempo. Se siamo in materia di recesso vanno bene tutti e tre, ma è facile che io utilizzi il latino. Non c'è nulla di male. E non ho intenzione di cambiare.

Sorvolando questo punto, che sposta troppo sul personale il commento (lo ammetto: sono un po' permaloso!!), vorrei puntualizzare che se ritengo che i datori di lavoro spesso utilizzano un contratto a termine per allungare la prova, beh, forse ho le mie motivazioni: lo vedo in ufficio con i clienti. Spesso è per conoscere meglio il lavoratore e testarne la sua affidabilità e la sua disponibilità; altre volte serve solo per verificare se l'azienda sopporta bene i costi dell'assunzione. 
E infatti non mancano le trasformazioni del contratto a termine in un tempo indeterminato. 
Ma non nego l'esistenze di datori che dopo un contratto concludono il rapporto per riaprirlo decorsi 20 giorni (o 10 se il contratto è inferiore ai 6 mesi), al fine di non incorrere nella conversione giudiziale del rapporto. Questo sì, è un abuso.
Ma se iniziamo a inseguire ogni fattispecie allora non c'è riforma che tenga e si rimane arenati in un diritto del lavoro che non soddisfa né imprese né lavoratori. Puoi convenire almeno in questo?
Allora partiamo dal caso maggioritario (almeno per quel che vedo io con i miei occhi): le aziende vogliono una prova più lunga? Bene, diamogliela. Cosa ci perderemmo? A mio parere nulla. Quindi si può anche valutare questa strada. Personalmente la ritengo necessaria.
E per tutelare i lavoratori eliminiamo il tempo di "sospensione" di 10-20 gg. al fine di impedire una riassunzione. E poi formalizziamo nero su bianco la corretta applicazione della prova: non ripetibile in futuri rapporti, salvo cambio di mansioni (non solo sulla carta, pena sanzioni elevate!!!); la prova va riproporzionata in caso di contratto a termine (quanti lo fanno?); sanzionare il datore che assume più lavoratori a termine e/o in prova senza confermarne nessuno nell'arco di un determinato periodo (es. semestre).
Però diventa poi complicata l'applicazione. Quindi tanto vale seguire Ichino: abbandonare i termini e assumere tutti a tempo indeterminato ma rendere più snella la procedura di cessazioni per giusti motivi. E il lavoratore? Dargli delle sostanziali tutele sociali, tramite gli ammortizzatori. E se preferisci coinvolgere i sindacati nelle cessazioni cosi da cercare di impederire dei licenziamenti mascherti da motivi leciti. E considera che Ichino, nella sua proposta, oltre agli ammortizzatori sociali aveva anche ipotizzato di pagare il preavviso al lavoratore licenziato.
Se ci pensi bene, il modo di licenziare un dipendente lo si trova, anche se molte aziende hanno timore di ritrovarsi davanti al legale per ricorso del lavoratore. Ma chi ci rimette? Il lavoratore, stressato e mortificato, talvolta conciliando e altre volte perdendo. Meglio per lui quando vince. Ma dopo quanto tempo? Ne vale sempre la pena? Io credo di no. 
Allora evitiamo tutto ciò: licenziamolo se ci sono i motivi (giusta causa o giustificato motivo) oppure le ragioni economiche citate da Ichino. Indennizziamolo e tuteliamo con gli ammortizzatori sociali. Poi cerchiamo degli schemi di tutela differenziati per giovani, adulti, anziani. Certamente. Ma non mi pare che queste soluzioni siano così malvagie. Forse guardano molto di più alla realtà e ad entrambe le facce della stessa medaglia di quanto lo possano fare i Sindacati o i partiti di Sinistra.
E considera che le tutele sopra esposte possono anche essere più di sinistra di quanto pensi. 
Non bisogna solo badare ai principi ma anche alla concretezza delle soluzioni e delle esigenze degli attori del mercato del lavoro.
Ti ripeto, questo discorso nasce dalla realtà che tutti i giorni vedo nella pratica di consulente del lavoro che svolgo. Non lo disco tanto per creare discussione qui dentro.
Sinceramente non mi viene in mente un modo migliore per scriverti le mie argomentazioni. Mi dispiace deluderti. Ma cos'altro dovrei dire?
Io so solo che spesso si attaccano i Co.Co.Pro. ma quasi mai ho sentito attaccare i Contratti a termine che, a mio avviso, sono il vero strumento di precarietà. E oggi possiamo aggiungerci le false partite Iva.

Ecco, un'idea che potrebbe venirmi in mente per ridurre gli abusi è l'utilizzo della certificazioni dei contratti, includendovi anche i rapporti di lavoro autonomo (p.iva). Come mai la certificazione non è partita come ci si aspettava? Un strumento ideato da Biagi che potrebbe rendersi utile, anche se mettere obbligatorio lo strumento rischierebbe di appesantire il sistema, un po' come è accaduto per quell'assurdo modulo delle dimissioni volontarie (dico assurdo visto che già la gente ricorre alle risoluzioni consensuali e nessuno capisce il significato vero di queste risoluzioni, oppure perché lasciare il Mdv online è come dire "te lo preparo e ti accompagno a validarlo in DPL", ma lasciamo stare questo punto...).

Boh, mi fermo, un po' amareggiato dal tuo commento. Spero di aver dato un contributo positivo e di risentirti con delle proposte alternative, piuttosto che con delle critiche a questo modello di riforma di Ichino senza proporre qualcosa di diverso.

Ah, per la &lt;i&gt;flexsecurity&lt;/i&gt; bisognerebbe fare di più, seguendo maggiormente la Comunità europea. Ma come al solito noi arrivamo dopo. Sono d'accordo con te che la flessibilità (quella vera, comprensiva della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, e non quella sinonimo di precarietà) sia importante e da potenziare. Ma questo è un altro aspetto delle riforme e penso che Ichino non possa che essere d'accordo sull'applicazione della flexcurity, che comprende proprio diversi strumenti di assistenza sociale e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La giusta dieta voluta da Biagi, in parte seguita da altri paesi dell'Unione europea come Spagna e Germania (nonostante le loro differenze), mentre inattuata in Italia o mal attuata (basti pensare ai vincoli di ore per i part time e alle sanzioni ex d.lgs. n. 61/2000 di rencente dichiarati illegittimi dalla Corte di giustizia europea...).

A presto.
Luca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Maccio. Come mai ti stai scaldando tanto? Ne sta nascendo una discussione parlamentare? Allora se fossimo noi in Parlamento non saremmo migliori di loro&#8230;</p>
<p>Senti, parto dalla tua postilla. Io il latinismo giuridico che a te non piace non lo uso per fare chissà che scena, anche perché &#8220;ante tempus&#8221; non è nemmeno complicato da comprendere! Semplicemente mi viene spesso spontaneo utilizzarlo, probabilmente perché i testi alla facoltà di Giurisprudenza mi hanno indirizzato verso questa terminologia. Dillo come vuoi: <i>ante tempus</i>, anticipato, prima del tempo. Se siamo in materia di recesso vanno bene tutti e tre, ma è facile che io utilizzi il latino. Non c&#8217;è nulla di male. E non ho intenzione di cambiare.</p>
<p>Sorvolando questo punto, che sposta troppo sul personale il commento (lo ammetto: sono un po&#8217; permaloso!!), vorrei puntualizzare che se ritengo che i datori di lavoro spesso utilizzano un contratto a termine per allungare la prova, beh, forse ho le mie motivazioni: lo vedo in ufficio con i clienti. Spesso è per conoscere meglio il lavoratore e testarne la sua affidabilità e la sua disponibilità; altre volte serve solo per verificare se l&#8217;azienda sopporta bene i costi dell&#8217;assunzione.<br />
E infatti non mancano le trasformazioni del contratto a termine in un tempo indeterminato.<br />
Ma non nego l&#8217;esistenze di datori che dopo un contratto concludono il rapporto per riaprirlo decorsi 20 giorni (o 10 se il contratto è inferiore ai 6 mesi), al fine di non incorrere nella conversione giudiziale del rapporto. Questo sì, è un abuso.<br />
Ma se iniziamo a inseguire ogni fattispecie allora non c&#8217;è riforma che tenga e si rimane arenati in un diritto del lavoro che non soddisfa né imprese né lavoratori. Puoi convenire almeno in questo?<br />
Allora partiamo dal caso maggioritario (almeno per quel che vedo io con i miei occhi): le aziende vogliono una prova più lunga? Bene, diamogliela. Cosa ci perderemmo? A mio parere nulla. Quindi si può anche valutare questa strada. Personalmente la ritengo necessaria.<br />
E per tutelare i lavoratori eliminiamo il tempo di &#8220;sospensione&#8221; di 10-20 gg. al fine di impedire una riassunzione. E poi formalizziamo nero su bianco la corretta applicazione della prova: non ripetibile in futuri rapporti, salvo cambio di mansioni (non solo sulla carta, pena sanzioni elevate!!!); la prova va riproporzionata in caso di contratto a termine (quanti lo fanno?); sanzionare il datore che assume più lavoratori a termine e/o in prova senza confermarne nessuno nell&#8217;arco di un determinato periodo (es. semestre).<br />
Però diventa poi complicata l&#8217;applicazione. Quindi tanto vale seguire Ichino: abbandonare i termini e assumere tutti a tempo indeterminato ma rendere più snella la procedura di cessazioni per giusti motivi. E il lavoratore? Dargli delle sostanziali tutele sociali, tramite gli ammortizzatori. E se preferisci coinvolgere i sindacati nelle cessazioni cosi da cercare di impederire dei licenziamenti mascherti da motivi leciti. E considera che Ichino, nella sua proposta, oltre agli ammortizzatori sociali aveva anche ipotizzato di pagare il preavviso al lavoratore licenziato.<br />
Se ci pensi bene, il modo di licenziare un dipendente lo si trova, anche se molte aziende hanno timore di ritrovarsi davanti al legale per ricorso del lavoratore. Ma chi ci rimette? Il lavoratore, stressato e mortificato, talvolta conciliando e altre volte perdendo. Meglio per lui quando vince. Ma dopo quanto tempo? Ne vale sempre la pena? Io credo di no.<br />
Allora evitiamo tutto ciò: licenziamolo se ci sono i motivi (giusta causa o giustificato motivo) oppure le ragioni economiche citate da Ichino. Indennizziamolo e tuteliamo con gli ammortizzatori sociali. Poi cerchiamo degli schemi di tutela differenziati per giovani, adulti, anziani. Certamente. Ma non mi pare che queste soluzioni siano così malvagie. Forse guardano molto di più alla realtà e ad entrambe le facce della stessa medaglia di quanto lo possano fare i Sindacati o i partiti di Sinistra.<br />
E considera che le tutele sopra esposte possono anche essere più di sinistra di quanto pensi.<br />
Non bisogna solo badare ai principi ma anche alla concretezza delle soluzioni e delle esigenze degli attori del mercato del lavoro.<br />
Ti ripeto, questo discorso nasce dalla realtà che tutti i giorni vedo nella pratica di consulente del lavoro che svolgo. Non lo disco tanto per creare discussione qui dentro.<br />
Sinceramente non mi viene in mente un modo migliore per scriverti le mie argomentazioni. Mi dispiace deluderti. Ma cos&#8217;altro dovrei dire?<br />
Io so solo che spesso si attaccano i Co.Co.Pro. ma quasi mai ho sentito attaccare i Contratti a termine che, a mio avviso, sono il vero strumento di precarietà. E oggi possiamo aggiungerci le false partite Iva.</p>
<p>Ecco, un&#8217;idea che potrebbe venirmi in mente per ridurre gli abusi è l&#8217;utilizzo della certificazioni dei contratti, includendovi anche i rapporti di lavoro autonomo (p.iva). Come mai la certificazione non è partita come ci si aspettava? Un strumento ideato da Biagi che potrebbe rendersi utile, anche se mettere obbligatorio lo strumento rischierebbe di appesantire il sistema, un po&#8217; come è accaduto per quell&#8217;assurdo modulo delle dimissioni volontarie (dico assurdo visto che già la gente ricorre alle risoluzioni consensuali e nessuno capisce il significato vero di queste risoluzioni, oppure perché lasciare il Mdv online è come dire &#8220;te lo preparo e ti accompagno a validarlo in DPL&#8221;, ma lasciamo stare questo punto&#8230;).</p>
<p>Boh, mi fermo, un po&#8217; amareggiato dal tuo commento. Spero di aver dato un contributo positivo e di risentirti con delle proposte alternative, piuttosto che con delle critiche a questo modello di riforma di Ichino senza proporre qualcosa di diverso.</p>
<p>Ah, per la <i>flexsecurity</i> bisognerebbe fare di più, seguendo maggiormente la Comunità europea. Ma come al solito noi arrivamo dopo. Sono d&#8217;accordo con te che la flessibilità (quella vera, comprensiva della conciliazione dei tempi di vita e lavoro, e non quella sinonimo di precarietà) sia importante e da potenziare. Ma questo è un altro aspetto delle riforme e penso che Ichino non possa che essere d&#8217;accordo sull&#8217;applicazione della flexcurity, che comprende proprio diversi strumenti di assistenza sociale e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La giusta dieta voluta da Biagi, in parte seguita da altri paesi dell&#8217;Unione europea come Spagna e Germania (nonostante le loro differenze), mentre inattuata in Italia o mal attuata (basti pensare ai vincoli di ore per i part time e alle sanzioni ex d.lgs. n. 61/2000 di rencente dichiarati illegittimi dalla Corte di giustizia europea&#8230;).</p>
<p>A presto.<br />
Luca
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