Condono fiscale IVA contrario alle direttive CE
L’avvocato generale della Corte di giustizia CE ha presentato, il 25 ottobre 2007, le sue conclusioni sulla causa C-132/06 della Commissione europea contro la Repubblica italiana per la violazione della sesta direttiva IVA: con il condono fiscale di cui alla legge finanziaria per il 2003, in sostanza, l’Italia prevedeva “in maniera espressa e generale la rinuncia all’accertamento delle operazioni imponibili effettuate nel corso di una serie di periodi di imposta” e quindi violava la sesta direttiva IVA e l’art. 10 CE.
La domanda è stata ovviamente accolta, nonostante l’Italia sostenesse “che l’effetto del condono non è una rinuncia generale e indiscriminata ad ogni attività di verifica, che solo una parte limitata dei contribuenti IVA se ne è avvalsa, che è stato estremamemente produttivo in termini di tributi recuperati“.
Insomma, il condono fiscale IVA è stato una discriminazione ed un’offesa ai contribuenti onesti.
Dichiarata la violazione da parte della Repubblica italiana degli obblighi comunitari imposti dagli artt. 2 e 22 della sesta direttiva IVA e dell’art. 10 CE, l’Italia è stata condannata al pagamento delle spese legali.
Ma non è finita! Poiché il condono IVA è stato esteso agli anni immeditamente successivi, è un in corso un ulteriore giudizio (causa C-174/07).
Chi dobbiamo ringraziare?
Novembre 16th, 2007 at 11:53
E il condono agricolo varato da questo governo (nel silenzio più assordante della stampa di Regime)? E la sanatoria/condono fatta per l’imprenditore dei call center, amico dei Ds?
Morale, immorale, cosa?
Novembre 18th, 2007 at 11:49
Caro Carmelo,
immorale è incitare i cittadini a non pagare le tasse! Alla faccia di chi, come me essendo dipendente, le paga fino all’utimo centesimo e tante grazie anche a chi, ovviamente, non le paga! Un esempio? Conosco una mia amica, gioielliere, che dichiara meno di me però, a differenza mia, gira in città con un Suv ed io con un’utilitaria! Questo anche grazie alla Destra Ideale, immagino!
Anna