Sabato, Settembre 22nd, 2007
Come volevasi dimostrare:
Roma, 22 set. - (Adnkronos) - “L’indulto non è stato un errore, ma una catastrofe. Le carceri dopo appena un anno sono tornate già piene e morti assassinati dai delinquenti usciti grazie all’indulto ora si rivoltano nella tomba”. Lo afferma, in una nota, il vice presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Roberto Calderoli.
Una nota troppo forte? Forse, comunque rende bene l’idea. Inoltre mi piace il commento di Fini quando invita i sostenitori dell’indulto a “non piangere lacrime di coccodrillo“. Se Mastella ha ancora la convinzione che l’indulto sia stato davvero necessario ed effettivamente un buon provvedimento, allora mi scriva pure le sue considerazioni e trovi buone motivazioni a difesa di quella legge tanto contrariata dai cittadini. Ma preannuncio: non mi basta sentir dire che il 38% dei delinquenti sono extracomunitari e la causa è la legge Bossi-Fini, perché il risultato non cambia: le carceri sono di nuovo affollate nonostante i numerosi sconti di pena.
Per curiosi e interessati all’argomento, lascio i link a due miei vecchi post:
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Giovedì, Settembre 20th, 2007
Credete forse che tutto ciò non possa davvero capitare? Allora siete degli illusi!
Caso 1
Assistenza tecnica: “Che computer ha?”
Cliente: “Uno bianco…”
Assistenza tecnica: “…(Silenzio)”
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Lunedì, Settembre 17th, 2007
La Corte di Primo Grado UE conferma: Microsoft ha abusato della propria posizione dominante
Sul blog di Paolo Attivissimo leggo che Microsoft perde l’appello dinanzi alla Corte di giustizia europea per l’abuso di posizione dominante (violazione dell’art. 82 del Trattato CE). » Continua…
Giovedì, Settembre 13th, 2007
I magistrati non hanno la benzina per le auto ma il ministro della Giustizia non lesina certo sul carburante. Soprattutto quando si tratta di accontentare amici e famiglia. E concedersi una bella gita domenicale. Sì, perché per l’escursione al Gran Premio di Monza Clemente Mastella non ha badato a spese, tutte però a carico di altri.
E’ L’espresso a parlarne.
Nel lavoro subordinato l’utilizzo personale di strumenti aziendali può essere giusta causa di licenziamento. Bene, allora lo deve essere anche per il madato parlamentare!
Mastella, risarcisca il valore di questa indebita appropriazione.
F.to un suo datore di lavoro
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Senza grazie e senza giustizia,
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Domenica, Settembre 9th, 2007
Io la penso così: i politici che non sostengono il V-Day, i politici che non prendono in considerazione questa iniziativa popolare, i politici che criticano il V-Day hanno la coda di paglia!
Ecco invece che c’è il solito politico ad essere politicamente ed intellettualmente onesto e a rendere pubblica la sua approvazione:
Oggi mi sono tolto la giacchetta da ministro e ho messo quella da cittadino, perché sento il bisogno di appoggiare un’iniziativa che è un disegno di legge di iniziativa popolare, affinché il Parlamento venga scosso da un’ondata di democrazia diretta e capisca che non può continuare a fare lo gnorri.
Grazie!
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Beppe Grillo
Sabato, Settembre 8th, 2007
Un po’ in ritardo forse, ma in un blog non bisognerebbe anche raccontare qualcosa di personale? Bene, è giunto il momento di parlare delle mie vacanze estive. Ho aspettato oggi a farlo perché volevo almeno caricare qualche foto su Flickr. » Continua…
Martedì, Settembre 4th, 2007
Ecco cosa ho visto ieri (ma è solo un esempio).
Ragazza ventitrenne, neolaureata, chiede informazioni al docente su come muoversi sul mercato del lavoro: non conosce gli sbocchi professionali del proprio titolo di Dottoressa in Scienze Giuridiche; non conosce le professioni; non ha idea di quali uffici (professionali o aziendali) possano avere interesse a lei. Non ha idea di quali strade possa seguire. Nemmeno di quanto possa darle in più una laurea specialistica (cioè la base di partenza per fare pratica forense e diventare avvocato), oltre l’accrescimento culturale.
E’ facile intuire che ella non avesse idea di “cosa fare da grande“.
Questo non è certo un pregio quando ci si presenta sul mercato del lavoro! Un po’ di sviluppina non farebbe male. E pensare che basterebbe un minimo di passione in quello che si studia, informazioni prima di iscriversi all’università ed un pizzico di determinazione.
Quanti sono i giovani che si prensentano sul mercato del lavoro nelle stesse condizioni di quella ragazza? Purtroppo molti. E le imprese lo notano…