Vietato spiare i dipendenti nel web
(ANSA) I datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Lo ha stabilito il Garante per la Privacy, rilevando che “spetta al datore di lavoro definire le modalità d uso di tali strumenti ma tenendo conto dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali”.
La notizia è di ieri, l’abbiamo sentita ai TG e la troviamo sui giornali. Vorrei precisare che il Garante non dice nulla di nuovo.
Questo perché i datori, benché siano i proprietari degli account di posta concessi in uso ai dipendenti, non possono a proprio libero arbitrio controllare la posta e le navigazioni dei loro dipendenti. Se lo vogliono fare devono avvisarne il dipendente e, durante il controllo, coinvolgere una rappresentanza sindacale. E’ lo Statuto dei lavoratori (art. 4 della legge 20 maggio 1970, n. 300) a tutelare quella che potrebbe essere una prassi del datore assolutamente ingiusta.
E nel discorso, però, vorrei aggiungere che ferma restando la titolarità degli account di posta al datore di lavoro (proprietario), anche in caso di controllo della posta elettronica del dipendente con la presenza del RSA, il datore non deve comunque aprire le e-mail che siano palesemente riconducibili ad un contenuto strettamente personale (rilevando tale caratteristica dal mittente o dall’oggetto dell’e-mail). In tal caso avremmo una violazione della privacy del dipendente.
Inoltre, considerando che la posta elettronica si trova tra l’incudine e il martello della titolarità dell’account e la privacy, per il suo controllo serviranno ragioni oggettive come, ad esempio, l’assenza prolungata del dipendente che abbia rapporti con la clientela (dunque la necessità di controllare la sua posta nel periodo di assenza).
E se qualcuno si domanderà “può il dipendente utilizzare la posta elettronica aziendale per scopi personali senza incorrere in sanzioni?“, gli risponderò che tutto è lasciato al buon senso. Se l’uso è eccessivo allora il datore avrà diritto ad esercitare sul dipendente il proprio potere disciplinare.
Tags:
Luca Lodi,
privacy,
garante della privacy,
dipendenti,
posta elettronica
Marzo 6th, 2007 at 19:25
uh. Questione interessante, ma se è chiara dal punto di vista giuridico, non lo è altrettanto da quello etico. Chissà quanti approfitteranno di questa situazione…
Marzo 7th, 2007 at 10:08
ietato spiare i dipendenti nel web…
I datori di lavoro non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti.
Il Garante non dice nulla di nuovo….
Marzo 7th, 2007 at 15:22
Sono d’accordo in parte. Da un lato è necessario garantire la cosiddetta privacy, ma da un lato avere un dipendente che non fa altro che cazzeggiare o usare i pc d’azienda per scopi personali può essere un problema…
Marzo 10th, 2007 at 14:24
Complimentoni per il nuovo look del blog. Ti invidio molto. E’ semplicissimo ma nello stesso tempo completo e rilassante. Passerei da qui solo per il template. Ma se poi aggiungiamo anche il fatto che condivido i tuoi scritti…
Ciao e a presto
Marzo 10th, 2007 at 18:58
vincenzo, grazie 1000!
Marzo 14th, 2007 at 13:16
Tutti si riempiono la bocca di meritocrazia e poi nella pratica se ne dimenticano. Mi riferisco alle considerazioni di controcopertina / Julius caesar.
Il lavoratore deve essere valutato per il lavoro che fa, per i compiti che gli vengono assegnati, e per i risultati che consegue. Se lavori in un posto dove hai tempo e modo di cazzeggiare in internet e garantire l’attività che presidi evidentemente il problema è del tuo capo / datore di lavoro che non ti dà stimoli o incentivi sufficienti per evitare che cazzeggi in internet.
Del resto prima dell’avvento di internet o modi di cazzeggiare erano diversi, ma comunque esistevano. Quindi è ovvio che la preoccupazione del capo / datore di lavoro non deve essere “oddio c’è internet e tutti i lavoratori cazzeggiano”, la preoccupazione deve essere “stiamo lavorando a progetti interessanti che riescono a coinvolgere i lavoratori sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista della retribuzione che si portano a casa?”.
I problemi nascono se a questa domanda si risponde no. Tenete presente che per cazzeggiare non è necessario internet
Inserisco il link al provvedimento generale del garante della privacy
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1387522
Marzo 18th, 2007 at 15:57
[…] Oggi decido di mettere in evidenza un commento di Maccio al mio precedente post “Vietato spiare i dipendenti nel web“. Credo che questa sua nota si commenti da sola ma non esito ad esprimere qualche veloce considerazione. Il lavoratore deve essere valutato per il lavoro che fa, per i compiti che gli vengono assegnati, e per i risultati che consegue. Se lavori in un posto dove hai tempo e modo di cazzeggiare in internet e garantire l’attività che presidi evidentemente il problema è del tuo capo / datore di lavoro che non ti dà stimoli o incentivi sufficienti per evitare che cazzeggi in internet. […]
Marzo 22nd, 2007 at 14:33
la questione mi ricorda un po’ quella del segreto.
vuoi tenere segreta una cosa?
non dirla.
non vuoi che il dipendente cazzeggi su internet?
non dargli la connessione. punto. e se deve scaricare materiale o avere contatti, li chieda ogni volta al responsabile, il solo dotato di account web.
ma è così difficile da applicare? pare che il buonsenso sia la risorsa meno utilizzata.
Marzo 16th, 2008 at 12:50
A volte i dipendenti vengono anche filmati e spiati.
Meglio premunirsi per la propria privacy:
www.protezioneglobale.com
Aprile 7th, 2008 at 12:48
Chiedere il permesso e/o il materiale ogni volta al responsabile WEB????
Siamo nel 2008 e molte aziende si comportano ancora come negli anni ‘70 e quelle che mi meravigliano di più son quelle che si occupano di informatica.
Non dico mica di dotare tutti i reparti aziendali della connessione ma se si vuole che il dipendente cresca e si renda responsabile, internet è ormai uno strumento necessario.
Confido piuttosto in un regolamento interno dettato dal buon senso.
Luglio 14th, 2009 at 21:47
la gente che fa gli affari suoi durante le ore di lavoro (compromettendo anche le tempistiche di lavoro)dovrebbe solo vergognarsi,oltrepiu’ con i tempi che corronno! se potessi dimostrare che alcuni dipendenti sono dannosi e rendono inoperativi gli altri….sicuro che li licenzierei.lasciamoli fare,visto che forse non hanno capito che ce ne rendiamo conto e non sono cosi furbi come credono ……..un giorno arriverà una legge..cosi potrò dare spazio a chi se lo merita, e posizionare sti lavativi in strada!!