Sembra questa la frase detta dal presidente della Comunità islamica pakistana di cui fa parte il padre della ventenne uccisa. Ma quali sarebbero le ragioni? Quelle di aver disobbedito alle regole della comunità andando a convinvere con il moroso bresciano, senza che quest’ultimo non sia presentato alla famiglia e si sia convertito all’islamismo?
Credo che ciò sia assurdo e che servirebbe un intervento “internazionale” per bloccare queste regole che limitano le libertà della persona.
Sì, perché se nel 2006 ci sono ancora famiglie che pensano di poter programmare la vita dei figli allora c’è qualcosa che non va.
Quelle regole arcaiche sono contrarie ai princìpi di libertà. E credo vadano bloccate, le persone soggette ad esse devono arrivarci da sole ma, visto che non è così, forse un aiuto internazionale potrebbe servire.
Inoltre ritengo che quando qualcuno decide di trasferirsi in altro paese debba farlo con la cognizione del doversi adattare a regole e costumi del paese ospitante. Va bene credere in una religione, ma se ti sposti in un altro paesi devi far in modo che la tua famiglia, compresi i tuoi figli, si adattino alle regole del nuovo paese.
Quindi le Comunità straniere che vengono qua devono adeguarsi ai nostri princìpi costituzionali di libertà. In caso contrario nessuno li obbliga a rimanere… Non è giusto obbligare la figlia (e il moroso italiano!!!) a seguire regole non tipiche del nostro paese.E soprattutto non esiste una scusa valida per uccidere qualcuno, anche se ammetto che una la potrei trovare: la pena di morte per chi toglie la vita (o violenta) a qualcuno.
Lo so che è sbagliato, ma in fondo un po’ lo penso. Sorry!