Domenica, Luglio 30th, 2006
(Scritto per BlogGoverno)
Dopo il consenso della Camera è arrivata l’approvazione del Senato, completando l’iter e perfezionando il provvedimento sull’indulto. Di certo IdV con Di Pietro, AN e Lega Nord non sono contenti, avendo espresso la propria contrarietà. Neanche io posso gioire di questo condono di pena ma sicuramente sono numerosi i carcerati che non saranno delusi nel venir liberati. Ma i nostri eletti avranno pensato anche alle conseguenze del disegno, oltre a quelle economiche che già immaginiamo?
Possiamo gioire dei oltre due miliari di euro all’anno risparmiati dalla nostra amministrazione pubblica, che verranno usati per il personale o altre migliorie urgenti. Ma possiamo ritenerci soddisfatti di liberare persone prima che abbiano scontato la pena inflitta loro dai magistrati che hanno applicato la legge? Io credo di no: il condono di pena è tra i peggiori condoni che si possano fare (come dicevo in un precedente post), in quanto lo sconto di pena mi sembra non solo un “regalo” ai carcerati, una buonuscita, ma la palese dimostrazione che lo Stato non riesce a gestire le carceri e necessita di più spazio.
Per me vuol dire offendere la giustizia perchè anziché farla rispettare si è deciso di fare degli “
abbuoni“, termine corretto se legato alla
cattiva amministrazione centrale. Sì, perchè avendo superato la capienza delle carceri abbiamo deciso di far uscire qualcuno. “Qualcuno”, volevo dire
8 mila soggetti liberati, secondo gli esperti dell’Amministrazione Penitenziaria al Ministero (12.700 precisa Giovanni Tinebra).

A questo punto nè le lamentele di Antonio Di Pietro (complimenti per l’audacia e la tenacia con cui si è battuto in questi giorni) nè tantomeno le mie serviranno più: il Parlamento ha approvato una legge e in quanto tale la rispetteremo. Ma un primo rimorso dovrebbe attanagliare gli animi dei nostri parlamentari: la
lettera di una donna che scrive a Mastella impaurita del fatto che, grazie all’indulto, suo figlio tornerà a casa e potrà picchiarla ancora. Speriamo non accada.Possiamo esultare anche noi come hanno fatto i carcercati, come se l’Italia avesse di nuovo vinto il campionato?
Giovedì, Luglio 27th, 2006
Cos’è L’indulto. E’ una causa generale dell’estinzione della pena, prevista nel nostro ordinamento. E’ “generale” (cioè rivolta a tutti coloro che si trovino nelle condizioni d’applicazione previste dalla legge) a differenza della grazia che è indivuduale e dell’amnistia che non estingua la pena ma il reato. Nel codice penale l’istituto è previsto all’art. 174, il quale chiarisce che esso non opera sulle pene accessorie. Ciò perchè di solito mira ad estinguere gli ultimi anni (1 o 2) della pena inflitta – detentiva e pecuniaria – e dunque non può avvenire per quelle pene (accessorie) appositamente aggiunte dal magistrato per la gravità del reato giudicato. » Continua…
Martedì, Luglio 18th, 2006
Lunga la trattativa tra tassisti e governo, ma alla fine l’accordo è stato ragiunto e messo per iscritto in un emendamento al decreto Bersani sulla liberalizzazione. Il ministro per lo Sviluppo economico dichiara alla stampa che “la vertenza si è chiusa con un pareggio…” mentre per i tassisti risulta come una piccola vittoria. Anche Leonello Bittarelli dell’Uri (in rappresentanza dei tassisti) è soddisfatto e dichiara: “abbiamo vinto, scompaiono il cumulo e la doppia targa, hanno accettato le nostre proposte anche per quanto riguarda la possibilità di avere il secondo conducente”.
Nella relazione sul novellato
art. 6 del decreto 223/2006, si legge: “Il nuovo articolo si basa sul principio fondamentale di offrire ai Comuni una serie di facoltà tra le quali potranno scegliere quelle più idonee alle esigenze locali di potenziamento del servizio, ove necessario e, comunque, previa consultazione delle commissioni consultive previste dalla vigente legge statale o dalle leggi regionali.”L’emendamento comporterà per i Comuni la facoltà di disporre di ulteriori turni giornalieri per auto, grazie a collaboratori e familiari; prevedere temporanemente sostituti di guida allorquando necessario; disporre di bandi straordinari a titolo oneroso o gratuito per il rilascio delle licenze,… Bersani
spiega che “si offre ai Comuni un menu di soluzioni adatte alle diverse realtà”.Nonostante giudichi positiva la modifica, un
dubbio viene a Fabio Parigi - portavoce di Confartigianato Taxi - in merito al “principio del bando straordinario fuori programmazione”, ma il ministro lo rassicura che trattasi di ipotesi limitata ad eventi eccezionali.
Ora non rimane che attendere la votazione a Palazzo Madama prevista per il 24 luglio. Di conseguenza dovrebbe venir spospeso lo sciopero proclamato per il giorno successivo. Ma ciò che potremmo chiederci è se effettivamente l’emendamento risolverà il problema sorto circa la cessione “sottobanco” delle licenze (come scriveva un tassista a Il Manifesto il 7 luglio u.s.), se cambierà qualcosa nelle città dove la domanda di trasporto in taxi è maggiore dell’offerta ed, infine, se l’accesso alle professioni sarà liberalizzato “a tutti gli effetti” come voleva la ratio originaria.
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Domenica, Luglio 16th, 2006
Non lo ricordavo, poi in ufficio mi hanno rinfrescato la memoria: usare il target=”_blank” nei link è deprecato, altamente sconsigliato dalla regole sull’Accessibilità dei siti web. E allora ho pensato: “togliamolo anche dal mio blog!”. E così ho fatto. Anche perchè ho notato che gli utenti sono abituati al “back” del browser, quindi perchè impedirne l’utilizzo obbligandoli all’apertura di una nuova finestra?
In effetti avere un sito in cui il click ad un link apre una nuova finestra non è comodissimo. Non tutti conoscono le “schede” di un browser come Firefox* (comodissime per vedere più siti nella stessa finestra, selezionando “apri in una nuova scheda”), ma tutti conoscono il bottone “Indietro“.
Quindi ho deciso di correggere il mio blog, partendo dal blogroll: i link non hanno più il target blank e il loro titoletto a comparsa spiega che sono degli “external link”, proprio per chiarire all’utente che usciranno dal sito. Alcuni link invece hanno la spiegazione dettagliata di cosa si vedrà. Perchè è a questo che servono i title: indicare cosa succederà con il click o quale sito si vedrà.Invito i lettori a modificare i propri siti o blog, perchè questo è un primo passo verso l’accessibilità.
Per ulteriori informazioni:
* Firefox, più comodo e affidabile di Internet Explorer, è scaribile gratuitamente anche dall’apposito banner nella colonna del mio blog, oltre che da Firefox.com. Lo consiglio a tutti coloro che vogliono navigare più velocemente e in maggiore sicurezza da occhi indiscreti…
Sabato, Luglio 8th, 2006
Bisognerebbe prendere provvedimenti seri contro le manifestazioni illegittime, addirittura svolte anche a toni accessi e malcuranti delle opinioni altrui.
Avrei voluto scrivere prima, ma il tempo non mi era sufficiente. Ora lo faccio, contestando le ultime vicende che hanno visto i tassisti attori di scena negli ultimi giorni.
Innanzitutto perché questa sorta di scioperi improvvisi è illegittima: non hanno rispettato le regole previste dalla normativa sugli scioperi. Così come non le stanno rispettando gli avvocati per la tutela dei loro “interessi” (nella fattispecie: mancanza del termine minimo di preavviso e superamento del limite massimo di astensione dal lavoro, come ha precisato il garante).
Per i modi, ma soprattutto perché ritengo giusta e utile la liberalizzazione varata dal governo, anche se avrebbe dovuto concertare “prima” e non “poi” con i destinatari della novella.
Ma analizziamo la questione di un punto di vista di politica sociale e fisco, in larga misura.
Se fossi un tassista forse anche io non vorrei che la mia licenza, ampiamente pagata in passato quale investimento per il futuro, ora perdesse di valore. Sì, perché i tassisti acquistano le licenze a cifre esorbitanti (es. 300.000 euro) e ad altrettanti cifre esorbintanti le cedono a terzi. Perché l’unico modo per trasferire la licenza (nel caso di cambiamento di città per qualsiasi motivo) o per avere un reddito da fine rapporto, è la cessione della propria licenza. Quindi in tassisti, che sono una categoria di lavoratori privi di TFR, cercano di recuperare il più possibile dalla cessione.
Ma questa cessione avviene sottobanco (come precisa un tassista che scrive a il manifesto, 7 luglio 2006), in accordo tra le parti, concludendosi con la consegna della valigetta davanti a un funzionario comunale che si sarà occupato delle formalità.
Ma su questi soldi, in nero, non sarebbe ora di regolamentare per legge la compravendita e farla diventare fonte di guadagno fiscale con le tasse?
Ebbene, i tassisti temono forse anche questo aspetto. Ma comprensibilmente, perché loro la licenza l’hanno pagata e ci perderebbero. Ma il sistema deve cambiare.
La licenza andrebbe assegnata non secondo convenzioni comunali (accordi tra tassisti e Comuni), ma con corsi pubblici che verificassero le competenze professionali degli autisti. In fondo, sempre di servizi pubblici si tratta, e una garanzia sulle competenze (nonché all’accesso alla professione) dovrebbe essere predisposta per legge.Dunque, credo bisogni cambiare in questo senso il sistema, partendo dalla liberalizzazione appena varata dal ministro Bersani, passando alla regolamentazione della cessione di licenza, al pagamento della tasse sulla compravendita. E alla regolamentazione dell’accesso pubblico alla professione. Evitando la speculazione sopra alle licenze.
Inoltre, sono contrario ad ogni manifestazione fatta con forza, senza rispettare le regole vigenti in un paese democratico. Ok al diritto di sciopero, ma seguendo l’iter che i lavoratori hanno sempre rispettato: 10 giorni di preavviso, garanzia dei servizi minimi laddove previsto, ecc. E senza toni aspri, ripercussioni, o urli vergognosi del tipo “duce, duce” (n.b. anch’essi avversi al nostro ordinamento).
Ma ciò che importa ai tassisti sono i propri interessi: poter continuare e mercanteggiare sulle licenze, impedire che vi sia l’aumento di autisti in città, non affrontare una diminuzione dei prezzi nonché del costo delle licenze (per quando vorranno rivenderla) a causa della liberalizzazione che porterà queste conseguenze a vantaggio della clientela che potrà pagare meno il servizio e vedersi meglio gestita la domanda con più taxi potenzialmente a disposizione.
Domenica, Luglio 2nd, 2006
Nel numero di FuoriLuogo del 30 giugno non mi trovo completamente d’accordo con l’articolo “I GIURISTI SI RITIRINO” (pag.8). L’autore suggerisce di far rivedere l’ordinamento giudiziario a psicologi ed altri professionisti in ambito sociale anzichè ai giuristi o ai politici (soprattutto quelli della seconda repubblica). » Continua…
Sabato, Luglio 1st, 2006
Ho fatto un test di “Percorso d’orientamento all’Università” realizzato da
AlmaLaurea per verificare quello che sarebbe il profilo su cui, secondo le mie attitudini, dovrei indirizzarmi… e come risultato è uscito che sono un “Lupo d’appartamento”. Leggendo il profilo mi pare che sia abbastanza azzeccato per ciò verso cui sto proprio cercando di indirizzarmi!

Il lupo d’appartamento ha trovato un lavoro che lo
soddisfa per il guadagno, la possibilità di fare carriera, di essere autonomi e indipendenti; il lupo è molto appagato anche dalla flessibilità dell’attività lavorativa, dal coinvolgimento nelle decisioni aziendali, dal prestigio che il lavoro può offrire e, infine, dalla possibilità di svolgere un lavoro utile per la società.
Di contro, il lupo d’appartamento non è soddisfatto della coerenza con gli studi universitari, della stabilità del proprio lavoro, della possibilità di acquisire professionalità, della corrispondenza tra attività lavorativa e interessi culturali, della possibilità di disporre di tempo libero, del luogo di lavoro nonché del rapporto con i colleghi.
Il lupo d’appartamento, più probabilmente di sesso maschile, ha compiuto di frequente un percorso di studio in architettura o nell’area giuridica. L’ambito lavorativo in cui con maggiore probabilità ha trovato lavoro è nel commercio, nella chimica, nella consulenza (legale, amministrativa, contabile o di altro tipo) o nell’edilizia; è inoltre più probabile che trovi un impiego nel settore privato. Il guadagno mensile netto dopo 5 anni dalla laurea è più alto della media (1.403 euro contro 1.308 euro), anche se il lavoro si trova in tempi leggermente più lunghi (occorrono 11,3 mesi dalla laurea, contro 10,7 della media generale).
A partire dai percorsi di studio più frequentati dal lupo d’appartamento, è possibile risalire alle corrispondenti classi di laurea. Guarda qui sotto la composizione di ciascun percorso di studio.
Architettura: Disegno industriale; Scienze dell’architettura e dell’ingegneria edile; Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale; laurea magistrale a ciclo unico in Architettura e ingegneria edile.
Giuridico: Scienze dei servizi giuridici; Scienze giuridiche; laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza.