
Buongiorno a tutti. Sono tornato ieri sera da una settimana di vacanza e, in vista del referendum di oggi, ho deciso di sbrigarmi a postare per ricordare a tutti l’importanza del referendum e invitare a mettere la croce sul NO.
Addirittura Alessandra Mussolini (
Azione Sociale), che tutti sappiamo essere donna fortemente di destra, voterà NO.
E se anche nei poli destrini c’è chi vota NO allora vuol dire che questa riforma è proprio pessima, per tutti i
motivi che già avevo esposto. E qualche approfondimento lo trovate sul sito del BlogGoverno, alla
pagina dedicata al referendum a cui ho prestato anche io collaborazione per affrontare in modo dettagliato questa riforma.E se ci pensate un attimo intuirete in fretta che questa riforma non va, che è stata concepita fuori dalle righe: basti pensare che se sinistra, qualche fetta della destra, i costituzionalisti, la magistratura, i professori universitari, gli studiosi, e chi più ne ha più ne metta voteranno NO un motivo dovrà pur esserci! Non bisogna andare al voto “per partito preso” ma tenere a mente l’importanza della carta costituzionale e i disastri che si possono ottenere modificandola in modo sbagliato.Alessandra Mussolini
lo dice: “La Costituzione è migliorabile, si può e si deve adattare a quelli che sono i tempi del 2006. Però dico no a una rivoluzione al buio”, magari non a colpi di maggioranza ma tramite una nuova assemblea costituente.
“Prima di tutto perché c’è un vero e proprio sovvertimento per quanto riguarda la Camera e il Senato. Costituzionalmente ci sono molti più svantaggi che vantaggi, salvo quello della riduzione dei deputati e dei senatori ma con Palazzo Madama che diventa praticamente una camera regionale. Per non parlare anche dell’impatto sullo stato sociale, negativo. Quindi la nostra posizione è per il NO.”
Infine definisce questa riforma un “ricatto politico” della Lega Nord, a cui non vuole cedere al contrario del resto della CdL. Ricordate: per il bene della Costituzione, per il nostro bene e quello del paese intero, votiamo NO. Se delle modifiche andranno fatte allora che il Parlamento si impegni per farle con serietà, in modo ragionato.