Venerdì, Maggio 26th, 2006
Ieri, 25 maggio, Montezemolo ha espresso la necessità (a dire di Confindustria) di mantenere la legge Biagi, senza modificarla ma aggiungendovi il capitolo sugli ammortizzatori sociali. Quindi modificarla, perchè anche l’aggiunta di un capitolo è di fatto una modifica. Nel programma dell’Unione non c’è l’abrograzione o complessa modifica della Legge 30/2003 e relativo decreto attuativo d.lgs. 276/2003. Semplicemente si parla di azioni correttive alla legge.
Aggiungere gli ammortizzatori sociali? Giustissimo. Ma non solo.Dove vanno fatti invece gli altri ritocchi? Eliminando il
Job on call perchè, salvo eccezioni, è una forma di facile rivestimento precario, fortunatamente poco utilizzata. Eliminando il
Job sharing perchè è assurda una obbligazione
solidale in un rapporto di lavoro
individuale (”individuale” e “solidale” si contrappongono fortemente, poi non si parla di debiti come la generalità delle obbligazioni ma di rapporto di lavoro) e anche qui abbiamo la fortuna di uno scarso utilizzo in Italia, anzi dell’assoluto inutilizzo.
Personalmente credo che la riforma Biagi vada mantenuta perchè è il mercato a richiederla, ma lo stesso mercato per durare ha bisogna che la flessibilità non si trasformi in precarietà inserendo delle limitazioni e delle tutele: rendere i contratti flessibili applicabili ad una percentuale massima di forza lavoro (es. 5%) o, secondo ipotesi già accennate dal governo Prodi, rendere più costosi questi contratti flessibili (o meno costoso il lavoro fisso) cosicchè vengano utilizzati dai datori solo nei casi in cui ne abbiano effettivamente necessità (adesso costano meno quindi è normale che le azienda scelgano contratti flessibili anzichè spendere di più in contratti a tempo indeterminato, nonostante i rapporti si configurino effettivamente come tali, che chiamo “subordinati standard”).
Per le tutele, inoltre, sarebbe utile rendere più agevole e veloce il ricorso legale quando un rapporto viene configurato con un contratto non adatto: tutela prevista dall’ordinamento giuridico ma inapplicabile nella maggior parte dei casi per via dei costi e tempi legali (per l’onere della prova va ricordato che i giudici si basano su appositi indici giurisprudenziali, ma è difficile e tortuosa una causa in questo ambito soprattutto per le relazioni di lavoro tra datore e lavoratore che si comprometterebbero inevitabilmente).
Basta strumentalizzare tutto: concertazione tra le parti e collaborazione nelle riforme può indirizzare nell’equa e attesa soluzione. Non nell’interesse di alcuni ma di tutti.
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Mercoledì, Maggio 24th, 2006

Presto si andrà a votare per il referendum costituzionale con il quale si domanderà agli elettori se approvano o meno la c.d. Devolution (G.U. n. 269 del 18/11/05). Riporto di seguito i punti che ritengo “salienti” nella legge composta di 57 articoli di revisione. Vedrete con i vostri occhi perchè sarà importante votare “NO” per salvaguardare la nostra attuale Costituzione, fonte legislativa super-primaria del nostro ordinamento giuridico.
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Lunedì, Maggio 22nd, 2006
Chi ha visto ieri sera la puntata di
Report (Rai) sarà rimasto allibito scoprendo che la maggior parte delle
pensioni integrative vengono gestite da
SGR legate a
Banche e quindi con
conflitti d’interesse nella gestione. Banche che investono il danaro dei risparmiatori i quali potrebbero non ricevere indietro nemmeno il danaro depositato tramite quota di T.F.R. nei fondi di pensione.
Si, perchè con la riforma che entrerà in vigore nel 2008 (salvo nuove decisioni dell’attuale governo), i lavoratori dovranno decidere dove destinare il proprio Trattamento di Fine Rapporto, scegliendo tra il deposito in azienda (come adesso, insomma), fondi pensioni presso banche ed assicurazioni o quelli prevista dalla contrattazione collettiva. Il
silenzio-assenso del lavoratore (nei 6 mesi di tempo concessi dall’entrata in vigore del decreto) comporterà l’automatica scelta (appunto “
assenso“) della soluzione prevista dal legislatore, che ancora non si conosce.Ma se è effettivamente si è evidenziato come i conti matematici dimostrino che
questi fondi pensioni, a seconda delle azioni in borsa (basso-medio-alto rischio),
non portano ricavi ma solo perdite (es. 10.000 euro in fondo, primo anno perdo -50% pari al 5.000 euro, il secondo guadagno +50% pari non agli stessi 5.000 ma al loro 50% cioè 2.500, non pareggiando ma arrivando a 7.500 quindi sempre perdendoci!!) come ha potuto il governo imporre questo sistema ai cittadini? Eppure ha potuto, forse considerando che tra le banche in gestione fondo ce ne potrebbero essere alcune di proprietà di “
qualcuno“… e non mi soffermo suoi nomi.
Tra l’altro il legame Banche-Sgr fa comprendere come sia nell’interesse degli istituti di credito coinvolgere piu’ clienti possibili verso i propri fondi.Il T.F.R. venne creato dalla legge per dare un apposito “Trattamento di Fine Rapporto” ai lavoratori, liberi di sceglierne poi l’utilizzazione di fatto. Ma se vi è l’obbligo di devolverlo in fondi di pensione integrativa, allora cessa la vera utilità di questo istituito vincolando le libere manovre del cittadino. E, come al solito, a guadagno di banche che speculano sopra a questi
13 miliardi e mezzo di euro di T.F.R. complessivi. Se poi aggiungiamo il fatto che alcune banche come la San Paolo di Torino (cfr.
intervista su Report) hanno creato un portafoglio “spazzatura” dove far finire i soldi dei contribuenti per la gestione di azioni rischiose ed altri portafogli per il loro guadagno il gioco diviene molto sporco: ma la tardiva opposizione del Ministero degli Interni e della Consob (che aveva scoperto il trucco) hanno provocato un “no luogo a procedere” contro la San Paolo banca per scadenza dei termini perentori, a discapito dei cittadini rimasti “fregati”.
E’ ora che il governo risolva il pasticcio del precedente governo, cercando il piu’ possibile di ritornare ad un sistema pensionistico pubblico funzionante, lasciando i fondi integrativi come aggiunta e non imponendo questa “terza gamba” senza dare garanzie.
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Domenica, Maggio 21st, 2006

Ho visto un sito che “vende” l’indicizzazione su Google, attività che avviene senza bisogno di far nulla e gratuitamente. Il sito era bello, ci si arriva digitando l’IP anziché un normale sito WWW, e la vendita dell’indicizzazione su Google puzza un po’ di truffa. Volevo segnalarlo alla Polizia Postale ma il sito chiede la registrazione online!
E’ assurdo secondo me! Per fare una segnalazione, cioè per aiutarli nel loro lavoro, devo registrarmi? No, non ci sto. Non ho quindi inviato alcuna segnalazione alla Polizia Postale, mi sono limitato ad inviare una segnalazione a Google sulla possibile truffa a loro danno e spero che Google legga il mio messaggio. Se poi non è una truffa allora niente di fatto, ma nel dubbio meglio segnalare.
Però non capisco la logica della registrazione per inviare una semplice segnalazione alla Polizia Postale.Le forze dell’ordine (di solito i carabinieri) si lamentano delle barzellette sul loro conto, ma ogni tanto però se le cercano proprio…
Giovedì, Maggio 18th, 2006

Il nuovo governo mi piace? E’ questa la prima domanda che mi sono posto. Sinceramente mi piace solo in parte. Sono soddisfatto di avere un governo di centrosinistra, per non averne uno di centrodestra. Ma non posso evitare di criticarlo perché non esiste un governo privo di qualsivoglia critica.
Ad esempio, perché flettere all’insistenza di Mastella concedendogli un ministero? Lo ammetto, Mastella proprio non mi piace. Ma sopratutto, perché proprio la Giustizia? Era meglio assegnarlo a qualcuno come Di Pietro, sicuramente più competente in materia (e uno dei pochi parlamentari “seri” e “puliti” rimasti in circolazione).
E sempre per non rischiare ripercussioni politiche, ecco che la Vicepresidenza viene sdoppiata: D’Alema (che non ha ottenuto nè presidenza alla Camera né alla Repubblica e quindi va accontento in qualche modo) e Rutelli (per premiarlo del tanto sostegno e forse per correttezza democratica). Wow! Prendi 1 e paghi 2!! Bene, ma è finita qui la critica? Assolutamente no.
Oltre a decidere di riportare il Welfare a due dicasteri (Lavoro da una parte, Politiche Sociali dall’altra), bisognava anche assegnare altre cariche: allora perché non creare nuovi ministeri senza portafoglio? Beh, qui voglio trovarci qualche punto positivo: in questo modo c’è stata la fattibile assegnazione di donne al potere, anche se insisterei sull’importanza delle quote rosa…
Sulle critiche soggettive mi fermo, perché i ministri sono troppi per scrivere un commento, positivo o negativo che sia, per ognuno di essi.
Vorrei concludere Tornando alla compatibilità di carica con competenza degli assegnatari, evidenziando che - a mio giudizio - bisognerebbe puntare meno ad una scelta di ministeri per motivi esclusivamente politici e conciliare le cariche con le competenze. Si, penso che avere dei ministri “tecnici” possa giovare al Belpaese, e in quest’ottica sono d’accordo con la scelta del nuovo ministro dell’Economia (anche se in affiancamento ad altro ministro).
Un mio collega direbbe che in democrazia è giusto scegliere i ministri sulla base della rappresentanza politica, ma per me sarebbe una utile e furba scelta quella basata sui ministri “competenti” per il governo, e sulla rappresentanza politica eletta per il Parlamento.
Al di là dei nomi che si possono condividere o meno, staremo a vedere se questo governo otterrà un buon risultato come bisognare augurarsi tutti. Intanto - e non vedo l’ora! - stanno per arrivare le vacanze: meno politica e più relax!
Lunedì, Maggio 15th, 2006
Sono stato in un negozio della Bose, la casa produttrice di casse audio etc. Mi hanno fatto provare l’iPod (un vero gioellino) con collegata la loro cassa per iPod: dovevate sentire che musica!
Una definizione dell’audio divina, si sentiva ogni singola nota, ogni sfumatura di voce. Un oggetto di gran pregio, per soli 300 euro circa. Voi direte “solo?”, ma se in casa volete mettere uno stereo fermatevi!! Comprate l’iPod, che potrete usare anche fuori e su cui scaricherete le canzoni che preferite, e collegateci la casse della Bose: farete un investimento per le vostre orecchie, sentirete la musica in modo sensazionale!
Chissà che non mi decida anche io di farmi questo regalo… davvero eccellente!
Lunedì, Maggio 8th, 2006
Esaminiano lo “spirito” (giuridico) delle elezioni che cominciano oggi.
Il 1° comma dell’art. 83 Cost. vuole che il Pres.Rep. venga nominato dal Parlamento in seduta comune, ossia dalle camere riunite affinché scelgano insieme e di comune accordo la persona più indicata per questa carica di garanzia. Motivo evidente anche dai successi commi che prevedono la partecipazione dei delegati regionali e lo scrutinio a 2/3 dei voti. » Continua…