Sabato, Febbraio 11th, 2006
Coloro che si contendono la poltrona rossa in Parlamento hanno divergenze in merito all’occupazione in conseguenza alla riforma Biagi. La policy maker è sempre al centro del dibattito in considerazione di un aumento dell’invecchiamento della popolazione e dell’analisi dell’Unione Europea che annunciò la necessità di uno spostamento in avanti di cinque anni della cessazione dei rapporti di lavoro. I flussi di tendenza nel mercato del lavoro variano a seconda dell’età presa in campionamento, dunque i dibattiti che sentiamo trovano spesso grandi errori a seconda dei perni specifici su cui si estendono. » Continua…
Mercoledì, Febbraio 8th, 2006
E’ questo il dilemma.
Da una parte abbiamo uno Stato che decide di porre specifici divieti all’uso di qualsiasi droga, anche la più leggera: in fondo dai, cosa volete che siano qualche mese di carcere per un ragazzino che si è fumato uno spinello?!
Dall’altra abbiamo uno Stato che decide di legalizzare la legittima difesa con l’uso di armi: uccidiamo sempre pur di difenderci! Bene, avremo un paese fondato sulla difesa privata, con l’equiparazione della vita umana e beni materiali, dove tutti avremo un’arma in casa e… siamo certi che non verranno sparati colpi “accidentali” anche nei semplici litigi familiari? Almeno così facendo daremo ai giornalisti sempre più news…
Un’Italia, la nostra, che migliora giorno per giorno… fino a quando non finiremo nell’anarchia, che forse alcuni vedono come utopia.
Mercoledì, Febbraio 8th, 2006
Se avessimo diversi processi alle spalle che continuano ad incombere sul nostro presente e futuro, forse anche noi proporremmo la stessa riforma che il governo spinge in questi giorni oltre le porte del Parlamento italiano, prima che scada la legislatura. Sì, perché voler modificare i cardini del sistema giudiziario a discapito della giustizia deve avere alla base motivi del genere.
Così nei processi saremo prosciolti definitivamente in primo grado senza rischio di essere ancora indagati in caso di errore del giudice. Oppure, se saremo potenti, potremo riuscire – chissà – a corrompere qualche magistrato e avere la sentenza di innocenza, sapendo che non saremo ulteriormente indagati e l’esito non potrà cambiare alla luce della corruzione.Insomma, la giustizia verrebbe amputata di un braccio.
Mercoledì, Febbraio 8th, 2006
L’indagine richiesta dal Centro Destra sull’applicazione della Legge 194 sull’aborto si è conclusa. I risultati sono positivi in quanto è una legge che funziona. Eppure il Centro Destra vorrebbe cambiare le carte in tavola, la Chiesa non l’ha probabilmente ancora accettata nonostante il secolo in cui ci troviamo.
Si è vista funzionare, questa legge, per lo meno nella parte in cui permette alle donne l’aborto ed in quella di prevenzione e sensibilizzazione da parte dei Consultori. Ma gli aborti ci sono ed il Centro Destra non è soddisfatto: vorrebbe che i Consultori cercassero di aiutare le donne a non abortire. Che animo nobile e azione solidale! Ma la donna se decide di recarsi in un Consultorio per abortire, probabilmente è già sufficientemente motivata e difficilmente la si potrà convincere diversamente…
La storia ha voluto questa legge. Le donne l’hanno urlata su tutti i fronti, stanche di abortire in casa in condizioni pessime a rischio vita. Allora perché combattere questa legge? Vogliamo forse che si torni indietro e la storia si ripeta?
Tutti dovremmo riflettere su questo e noi uomini cercare di capire il punto di vista delicatissimo delle donne. Se c’è voluta una legge del genere per “risolvere problemi del passato” un motivo ci sarà! Mi sembra azzardato indietreggiare. Chi siamo noi per cambiarla? Se le donne la volessero abrogare sono certo che tornerebbero in piazza… ma non è così. D’altronde colei che non vuole abortire è “libera” di farlo. Allora perché non lasciare la libertà opposta alle altre donne?
Mercoledì, Febbraio 8th, 2006
Alessia mi scrive chiedendomi info. sulle pause previste nell’orario di lavoro, sulla facoltà del datore di escluderle unilateralmente. Le rispondo di seguito perché questa potrebbe tornare utile anche a qualcun altro.
Ogni lavoratore subordinato ha diritto (L. 20 maggio 1970, n. 300 “Statuto dei lavoratori”) ad una pausa di almeno 10 minuti non retribuiti quando presti l’attività per almeno 6 ore nella giornata: quindi, nel caso della c.d. “giornata spezzata” (mattino+pomeriggio), questa pausa potrà coincidere con quella per il pranzo, salvo regolamentazione interna o contrattazione collettiva che dispongano condizioni di miglior favore.
Tale principio, irrinunciabile e inderogabile in quanto utile al reintegro delle forze della persona, è ovviamente enunciato nel D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 (attuativo di importanti direttive comunitarie), all’articolo 8.
Inoltre, per quanto riguarda coloro che usano videoterminali, la L. 626/1994 prevede il diritto, anch’esso irrinunciabile e inderogabile, di 15 minuti (retribuiti) di sosta da tale attività – all’interno della struttura aziendale e dell’orario di lavoro – ogni 2 ore di lavoro consecutivo al videoterminale, utili per “staccare” dal video e svolgere una diversa attività che non richieda l’uso di questa strumentazione. Se la diversa attività non è possibile vorrà dire che verranno inglobati nei 15 minuti anche i periodi di almeno 10 minuti cui all’articolo 8 del D.Lgs. 66/2003.Per capire meglio taluni aspetti del D.Lgs. 66/2003 ci si può riferire – e solo ai fini dell’interpretazione in quanto non è una fonte del diritto a noi rivolta – alla Circolare Min. Lav. 3 marzo 2005, n. 8.
Va da sé che se la regolamentazione collettiva applicata ovvero quella interna approvata da un organo collegiale (es. Assemblea dei soci) prevedano qualcosa al riguardo – come detto, “in melius” – non potranno venir escluse unilateralmente dal datore di lavoro. E se presente una rappresentanza sindacale andrà coinvolta! D’altronde, per completare il discorso è fondamentale leggere nello specifico il regolamento interno ed il contratto collettivo firmato. Per il resto, le “condizioni minime” previste dal legislatore sono quelle sopra descritte.
Martedì, Febbraio 7th, 2006
Come avevo previsto tempo indietro, ci hanno comunicato il trasferimento: per motivi logistici andremo in un ufficio libero al 1° piano, sotto il resto dell’azienda. Può apparire un po’ triste perché saremo soli (al mattino siamo in due tecnici, il pomeriggio cinque) ma secondo me sarà una figata!
Un ufficio tutto per noi, così potremo tenere il riscaldamento basso a differenza delle esigenze delle nostre freddolose ma simpatiche colleghe e d’estate il clima a manetta! Poi la radio con la musica che pare a noi: Radio Bruno per me, 105 per Jonny, Key Rock per Massimo.Ci hanno chiesto un’analisi delle necessità per il trasloco, verificando le prese di rete e quant’altro. Al termine ho buttato giù uno schizzo di come ipotizzo la disposizione, tenuto conto di diversi aspetti. Se chiameranno l’arredatore spero che si avvicini alla mia idea, e sicuramente lui ne avrà anche di migliori. Come dico sempre io: “le cose bisogna farle bene, altrimenti non si fanno!”